Dibattito pubblico sulle rotte migratorie verso l’Europa. L’aumento dei conflitti, il rafforzamento di gruppi estremisti e regimi autoritari, la crescita della povertà e delle catastrofici naturali, più numerose e violente a causa dei cambiamenti climatici, costringe sempre più persone ad abbandonare la propria terra.
Venerdì 13 febbraio 2026, ore 20.00 Mendrisio presso La Filanda
Relatori:
Anna Bernasconi, giornalista e regista d’inchiesta RSI Paolo Bernasconi, avvocato, ex procuratore pubblico Un/a rappresentante di Medici Senza Frontiere Don Giusto Della Valle, parroco delle parrocchie di Rebbio e Camerlata Davide Mattei, giornalista e regista d’inchiesta
Può certamente sorprendere la disinvoltura con la quale parte dell’opinione pubblica, degli intellettuali e della classe politica è pronta a rinunciare a una delle grandi conquiste democratiche. Basterebbe tuttavia leggere o rileggere ‘Il Rinoceronte’, pièce teatrale scritta alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso da Eugène Ionesco, per ricordarci quanto fragile da sempre sia la difesa della nostra libertà e quanto breve sia il passaggio che conduce dalla resistenza alla resa.
Di fronte a un’epidemia di ‘rinocerontite’, il protagonista Berenger si ritrova ad essere l’unico a non cedere alla metamorfosi da essere umano in pachiderma cornuto. Cupa metafora quanto mai attuale: con in testa gli Stati Uniti dell’abbietto Trump, il ruolo oppressore che schiaccia i diritti fondamentali avanza a ritmo incalzante. Senza incontrare grandi resistenze.
Washington assedia il Venezuela, minaccia la Danimarca, bombarda l’Iran o la Nigeria, impone agli stranieri che entrano in territorio statunitense di mostrare la cronologia di cinque anni sui profili social, dieci anni di email, numeri di telefono, Thierry Breton, commissario europeo che ha avuto l’ardire di stillare le direttive (Dsa) che limitano i poteri dei tecnomonarchi Dsa, si vede precisare l’entrata negli Stati Uniti; Mosca applaude, ammicca l’estrema destra, sonnecchiano i liberali, ma anche gran parte della sinistra è poco reattiva. Il fascino per autocrati e dittatori non conosce frontiere.
Nel ‘Discorso sulla servitù volontaria’, a metà Cinquecento Étienne de la Boétie sosteneva che il potere tirannico poteva esser esercitato solo fintanto che i sudditi lo permettevano. Con narrazioni arzigogolate, vertiginose arrampicate sugli specchi, oggi si trovano sempre buonsensuali e fini più facili nella lunga tradizione sofistica per giustificare violazioni dei diritti fondamentali, soffocamento delle libertà, ma pure invasioni, guerre e massacri. Sono abbastanza rari quanti – come il filosofo marxista sloveno Slavoj Žižek (Trump e il fascismo liberale) – riescono a mantenere saldo il timone per denunciare i nuovi ‘fascismi’ in salsa americana, russa o, nella sua forma razziale e oggi più atroce, israeliana. Ben più frequenti sono i sentimenti preconcetti, le gabbie mentali, che si nutrono di buffi distinguo (‘Sì, è vero, però non bisogna dimenticare che…’, e via con una valanga di pretesti e ghiribizzi) per spiegarci che Netanyahu è un criminale, ovvio, ma non Putin. O viceversa.
Scegliere il modello X: capitalismo e consumismo sfrenati, regime di sorveglianza, la libertà ormai ridotta a un lusso optional. L’Europa al momento resiste al grande fascino dispotico. Eppure anche il nostro edificio vacilla: la forza centrifuga dei sovranismi lo minaccia, ed è forte la pressione delle lobby, come quella tenace che in Italia vorrebbe imbavagliare le critiche allo stato ebraico mettendole fuori legge, assimilando antisionismo ad antisemitismo.
Bruxelles sanziona l’ex colonnello svizzero Jacques Baud, Baud, che piace al Cremlino (ospite regolare di Russia Today, mentre molti giornalisti russi marciscono in carcere), e autore di sconce e mendaci tesi complottiste a uso dei boccaloni da social. La libertà di opinione può avere dei limiti. Vero. Però la censura deve rimanere l’ultima ratio. In democrazia zittire è segno di debolezza, non di forza.:
Sesta giornata sull’applicazione delle buone pratiche in Ticino
Diritti Umani e vulnerabilità
Lugano, sabato 13 dicembre 2025 Università della Svizzera italiana (USI), Auditorium – 8.30
Programma
8.30 – Accoglienza partecipanti
9.00 – Apertura della giornata con i saluti IDUSI, Dr. iur. Micol Ferrario e Fondazione Diritti Umani, Prof. Dr. iur. h.c. Paolo Bernasconi
9.30 – Vision pour une loi tessinoise contre la discrimination Piattaforma Svizzera dei Diritti Umani, Tarek Naguib, giurista
10.00 – Proiezioni e discriminazioni multiple in Svizzera Istituzione Svizzera per i Diritti Umani, Laura Knöpfel, antropologa legale
10.30 – Polizia e comunità migranti: impatti delle pratiche di controllo e del racial profiling Amnesty International, Alicia Giraudel, giurista e ricercatrice
11.00 – Eredità traumatiche: intrecci tra traumi personali, collettivi e intergenerazionali Servizio per l’Aiuto alle Vittime di reati, Paola Iametti, psicologa
11.30 – Pausa
11.45 – Tavola rotonda – Ospiti
Moderatrice: Natascia Bandecchi, giornalista
Federico Bettini, Fondazione Azione Posti Liberi Vincenza Guarnaccia, Zonaprotetta Giulia Valsangiacomo, Servizio per l’Aiuto alle Vittime di reati Alicia Giraudel, Amnesty international
“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”
Articolo 3, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 10 dicembre 1948
Amnesty International, Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL) e Fondazione Diritti Umani Lugano ricordano insieme la Giornata internazionale dei Diritti Umani, 10 dicembre, invitando alla visione di un documentario intenso che porta lo spettatore a confrontarsi direttamente con la realtà vissuta quotidianamente dalla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
“Put your soul on your hand and walk” , già inserito nel programma del Film Festival Diritti Umani 2025 e riproposto al pubblico in occasione di questa giornata dedicata alla promozione dei diritti fondamentali, nasce dalla necessità urgente per la regista franco-iraniana Sepideh Farsi di dare una voce a chi vive e fa vivere Gaza, affinché potessero essere loro a raccontare l’impatto del genocidio in corso sulla quotidianità.
Per un anno, a partire dall’aprile 2024, la regista comunica con la 24enne fotografa palestinese Fatma Hassona. Farsi documenta la nascita di questa amicizia filmando le videochiamate, attese con ansia e trepidazione da entrambe le protagoniste. Perché se per Sepideh gli occhi di Fatma sono una finestra aperta su Gaza, per Fatma il dialogo con Sepideh è un fondamentale collegamento con il mondo oltre Gaza, che la giovane donna sogna di poter scoprire un giorno.
Le due donne condividono con il pubblico il video-diario della loro amicizia, segnato dal rumore di droni, aerei e bombardamenti e dall’energia vitale di Fatma, solo in parte intaccata da difficoltà quotidiane, stanchezza e fame. Un anno di guerra, certo, ma anche di sorrisi, vita e resilienza di Fatma e della popolazione di Gaza martoriata. Fatma è stata uccisa insieme a 6 membri della sua famiglia da un attacco israeliano che il 16 aprile 2025 ha colpito la loro casa. Il giorno prima, nella loro ultima chiamata, Sepideh Farsi le annunciava che il documentario era stato selezionato per il Festival di Cannes, invitandola ad essere lì con lei per presentarlo al mondo.
“Put your soul on your hand and walk” (Francia, Palestina, Iran, 2025, 115’)è un film necessario, urgente, che non ha attualmente distribuzione sul nostro territorio. Un’opera che rimane nel cuore e nella mente, insieme alla risata di Fatma. Nella Giornata internazionale dei Diritti Umani, questo documentario esorta a chiedere rispetto e giustizia per tutte le vittime civili dei conflitti che scuotono il mondo.
Partecipano: Paolo Bernasconi, Vanni Bianconi, Michela Trisconi
Tavola rotonda moderata dal giornalista Nicola Lüönd per chiarire come volontariato, quadro giuridico e dinamiche migratorie contribuiscano, insieme, alla costruzione contemporanea della pace.
Vi informiamo che mercoledì 19 novembre alle ore 18:00, presso la Biblioteca cantonale di Bellinzona, in collaborazione con Castelli in aria, si terrà la presentazione del nostro libro a cura di Giacomo Müller,
«Una voce per i diritti umani. Cinquant’anni di Amnesty International in Ticino».
In allegato trovate il volantino dell’evento.
Sarà inoltre presente una bancarella con le petizioni da far firmare.
A partire da lunedì 24 novembre Amnesty International Svizzera e Fondazione Diritti Umani Lugano torneranno inoltre con la propria campagna di sensibilizzazione “Non ci siamo tuttə, manca unə di noi”, che prevede l’affissione di manifesti nelle stazioni di Bellinzona, Biasca, Mendrisio, Locarno-Muralto e Lugano.
La campagna di sensibilizzazione, proposta in varie declinazioni negli scorsi anni, si prefigge di toccare il maggior numero di persone, rendendole attente alla realtà insidiosa e circondata dal silenzio della violenza domestica, mettendo inoltre contemporaneamente a disposizione delle persone toccate contatti potenzialmente salvavita disponibili in Ticino.
Sui manifesti è infatti ben visibile un codice QR che permette di accedere a una pagina dove sono raccolti i principali numeri utili della Svizzera Italiana in materia di violenza domestica. Queste informazioni fondamentali possono così essere facilmente e discretamente accessibili per chiunque ritenga utile averle a portata di mano, per condividerle con un’amica a rischio o per sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.
“Non possono esserci ambiguità: nessuno è al riparo dalla violenza di genere. Le cifre parlano chiaro: si stima che in Svizzera durante la propria vita circa due donne su cinque debbano confrontarsi con una relazione sentimentale segnala dalla violenza, sia essa fisica o psicologica. Tra le amiche o le conoscenti di ognuno di noi probabilmente c’è una donna che vive una relazione abusiva,” afferma Gabriela Giuria di Fondazione Diritti Umani Lugano. “Attraverso questa campagna speriamo di raggiungere queste donne, far sapere loro che esiste una rete, un sostegno concreto per accompagnarle e permettere loro di scrivere un nuovo capitolo della propria vita, nel quale possono essere libere da paura e violenze.
Insieme contro la violenza sulle donne – 25 novembre
Bellinzona/Lugano, 10 novembre 2025 – Sensibilizzare e far riflettere il pubblico sulle diverse espressioni della violenza contro le donne: nasce con questo intento il progetto artistico al cuore delle attività promosse da Amnesty International e Fondazione Diritti Umani Lugano in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, e della campagna internazionale “16 giorni di attivismo contro la violenza sulle donne”.
Grazie alla creatività impegnata delle artiste Francesca Sanfilippo e Claudia Cantoni le parole e i pensieri di donne vittime di violenza prendono spazio e corpo all’interno della Corte del Municipio di Bellinzona, dove dal 22 al 25 novembre 2025 tra le 9.30 e le 16:30 sarà possibile scoprire l’installazione immersiva “La voce della violenza”.
L’opera affronta il tema del femminicidio, della memoria collettiva e della denuncia simbolica, mettendo in scena diversi elementi evocativi di situazioni unite da un drammatico filo rosso: la violenza di genere e le sue diverse manifestazioni. Abiti femminili disposti a terra come corpi senza vita delineati dal nastro adesivo rosso, a sottolineare che ci si trova in presenza di un crimine, incarnano le vittime in modo concreto e tangibile. Disposte sugli abiti, delle pietre segnate da impronte rosse evocano la lapidazione in tutta la sua brutalità e nel suo profondo impatto sulla memoria sociale. L’ambiente è completato da una “tappeto sonoro” che raccoglie risposte alla domanda “Cosa pensi della violenza sulle donne?” fatte di echi, respiri e silenzi. L’installazione prende vita nell’interazione con il pubblico: avvicinandosi alle 8 figure a terra, chi visita l’opera avvia un secondo elemento sonoro: testimonianze reali di donne che, in Ticino, hanno vissuto sulla propria pelle una violenza fisica e/o psicologica (nota: le testimonianze sono lette da terze persone a tutela dell’anonimato).
“L’installazione nasce dal nostro bisogno – di donne, artiste e cittadine – di fare qualcosa di concreto per sostenere le vittime e dar loro voce. Fare della nostra creazione artistica uno strumento di sensibilizzazione, trasformazione e supporto tangibile in risposta a una problematica urgente, che riguarda la società nel suo intero,” spiegano le creatrici dell’installazione Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo.
Chi visiterà l’opera avrà la possibilità di fare un gesto concreto a sostegno delle donne: attraverso il proprio progetto artistico Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo promuovono una raccolta fondi i cui proventi saranno destinati a due realtà cruciali per la protezione delle donne vittime di violenza in Ticino: La Casa delle Donne di Lugano e Casa Armónia.
Venerdì 21 novembre 2025, tra le 14.30 e le 17 avranno la possibilità di visionare l’opera ancora in corso di installazione nella Corte del Municipio di Bellinzona e di incontrare chi promuove questa iniziativa. Formulario per annunciarsi
Biografie delle artiste
Claudia Cantoni è una pittrice italo-svizzera, vive e lavora nel Cantone Ticino. Si è formata in arti grafiche e illustrazione all’Istituto Europeo di Design a Milano e in Archeologia classica presso il King’s College di Londra. Il suo lavoro è spinto dalla necessità di ricercare il proprio ruolo di artista nella società di oggi. L’artista stabilisce una relazione intima con i diversi modi comunicativi fondandosi con altre esperienze e altri media, rivelando la necessità di volersi confrontare coinvolgendo altre persone e il loro vissuto. Tra i suoi progetti recenti, Art for the Global Goals (2018/19) ricerca orientata sul piano delle sostenibilità sociale, economica e ambientale. Betulle, un’installazione-performance due volte insignita del Premio Lorenzo il Magnifico alla tredicesima Biennale di Firenze (2021). Art&science (2023) progetto raccolta fondi per la ricerca sulle malattie neurodegenerative in Svizzera e il progetto Act now! For the future (2025) sul movimento di resistenza civile nonviolenta per il clima in Svizzera. Claudia Cantoni ha lavorato come illustratrice freelance a Milano e ha insegnato tecniche di rendering, figura e teoria del colore presso l’Art Center College Europe di Vevey e il Politecnico del Design di Milano. Ha realizzato murales per privati e per Istituzioni religiose a Milano e Mauritius. Da dieci anni espone regolarmente in Svizzera, Regno Unito, Germania e Italia.
Visionaria artista e designer multidisciplinare, Francesca Sanfilippo fonde arte, tecnologia ed eco-sostenibilità, creando esperienze immersive che uniscono narrazione visiva, media interattivi e impatto sociale. Attiva dal 2001, ha esplorato illustrazione, animazione, fotografia e performance, firmando mostre come Essenza Coreutica (2007), Dry Water (2013), The Sound of Recycling (2023), Respectful Boundaries (2023) e Connessione Natura (2024).
Con un Master in Interaction Design alla SUPSI, affianca alla ricerca artistica l’impegno civico e sociale, affrontando temi come il cambiamento climatico, la sostenibilità e i diritti delle donne. Dal 2019 arricchisce la scena artistica svizzera con opere che stimolano dialogo consapevolezza e responsabilità collettiva.
L’installazione “La voce della violenza” nasce dalla simbiosi creativa tra Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo, un incontro in cui linguaggi diversi si intrecciano in un’unica voce.
Claudia, con la sua ricerca sulla materia e sul gesto come forme di resistenza emotiva e sociale, dialoga con l’approccio di Francesca, che unisce tecnologia e linguaggio visivo per dare vita a opere eco-sostenibili e narrative. Insieme, trasformano valori condivisi e un profondo impegno sociale in un’esperienza immersiva che intreccia memoria, denuncia e speranza.
La Fondazione Diritti Umani invita caldamente a partecipare a “Sguardi su Gaza e Palestina”, una serie di tre incontri pubblici per informarsi, riflettere e sostenere la popolazione colpita. Un’occasione importante per ascoltare testimonianze dirette, approfondire la situazione umanitaria e il diritto internazionale, e contribuire a un’iniziativa concreta a favore di Medici Senza Frontiere.
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