Vi informiamo che mercoledì 19 novembre alle ore 18:00, presso la Biblioteca cantonale di Bellinzona, in collaborazione con Castelli in aria, si terrà la presentazione del nostro libro a cura di Giacomo Müller,
«Una voce per i diritti umani. Cinquant’anni di Amnesty International in Ticino».
In allegato trovate il volantino dell’evento.
Sarà inoltre presente una bancarella con le petizioni da far firmare.
A partire da lunedì 24 novembre Amnesty International Svizzera e Fondazione Diritti Umani Lugano torneranno inoltre con la propria campagna di sensibilizzazione “Non ci siamo tuttə, manca unə di noi”, che prevede l’affissione di manifesti nelle stazioni di Bellinzona, Biasca, Mendrisio, Locarno-Muralto e Lugano.
La campagna di sensibilizzazione, proposta in varie declinazioni negli scorsi anni, si prefigge di toccare il maggior numero di persone, rendendole attente alla realtà insidiosa e circondata dal silenzio della violenza domestica, mettendo inoltre contemporaneamente a disposizione delle persone toccate contatti potenzialmente salvavita disponibili in Ticino.
Sui manifesti è infatti ben visibile un codice QR che permette di accedere a una pagina dove sono raccolti i principali numeri utili della Svizzera Italiana in materia di violenza domestica. Queste informazioni fondamentali possono così essere facilmente e discretamente accessibili per chiunque ritenga utile averle a portata di mano, per condividerle con un’amica a rischio o per sapere a chi rivolgersi in caso di necessità.
“Non possono esserci ambiguità: nessuno è al riparo dalla violenza di genere. Le cifre parlano chiaro: si stima che in Svizzera durante la propria vita circa due donne su cinque debbano confrontarsi con una relazione sentimentale segnala dalla violenza, sia essa fisica o psicologica. Tra le amiche o le conoscenti di ognuno di noi probabilmente c’è una donna che vive una relazione abusiva,” afferma Gabriela Giuria di Fondazione Diritti Umani Lugano. “Attraverso questa campagna speriamo di raggiungere queste donne, far sapere loro che esiste una rete, un sostegno concreto per accompagnarle e permettere loro di scrivere un nuovo capitolo della propria vita, nel quale possono essere libere da paura e violenze.
Insieme contro la violenza sulle donne – 25 novembre
Bellinzona/Lugano, 10 novembre 2025 – Sensibilizzare e far riflettere il pubblico sulle diverse espressioni della violenza contro le donne: nasce con questo intento il progetto artistico al cuore delle attività promosse da Amnesty International e Fondazione Diritti Umani Lugano in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, e della campagna internazionale “16 giorni di attivismo contro la violenza sulle donne”.
Grazie alla creatività impegnata delle artiste Francesca Sanfilippo e Claudia Cantoni le parole e i pensieri di donne vittime di violenza prendono spazio e corpo all’interno della Corte del Municipio di Bellinzona, dove dal 22 al 25 novembre 2025 tra le 9.30 e le 16:30 sarà possibile scoprire l’installazione immersiva “La voce della violenza”.
L’opera affronta il tema del femminicidio, della memoria collettiva e della denuncia simbolica, mettendo in scena diversi elementi evocativi di situazioni unite da un drammatico filo rosso: la violenza di genere e le sue diverse manifestazioni. Abiti femminili disposti a terra come corpi senza vita delineati dal nastro adesivo rosso, a sottolineare che ci si trova in presenza di un crimine, incarnano le vittime in modo concreto e tangibile. Disposte sugli abiti, delle pietre segnate da impronte rosse evocano la lapidazione in tutta la sua brutalità e nel suo profondo impatto sulla memoria sociale. L’ambiente è completato da una “tappeto sonoro” che raccoglie risposte alla domanda “Cosa pensi della violenza sulle donne?” fatte di echi, respiri e silenzi. L’installazione prende vita nell’interazione con il pubblico: avvicinandosi alle 8 figure a terra, chi visita l’opera avvia un secondo elemento sonoro: testimonianze reali di donne che, in Ticino, hanno vissuto sulla propria pelle una violenza fisica e/o psicologica (nota: le testimonianze sono lette da terze persone a tutela dell’anonimato).
“L’installazione nasce dal nostro bisogno – di donne, artiste e cittadine – di fare qualcosa di concreto per sostenere le vittime e dar loro voce. Fare della nostra creazione artistica uno strumento di sensibilizzazione, trasformazione e supporto tangibile in risposta a una problematica urgente, che riguarda la società nel suo intero,” spiegano le creatrici dell’installazione Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo.
Chi visiterà l’opera avrà la possibilità di fare un gesto concreto a sostegno delle donne: attraverso il proprio progetto artistico Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo promuovono una raccolta fondi i cui proventi saranno destinati a due realtà cruciali per la protezione delle donne vittime di violenza in Ticino: La Casa delle Donne di Lugano e Casa Armónia.
Venerdì 21 novembre 2025, tra le 14.30 e le 17 avranno la possibilità di visionare l’opera ancora in corso di installazione nella Corte del Municipio di Bellinzona e di incontrare chi promuove questa iniziativa. Formulario per annunciarsi
Biografie delle artiste
Claudia Cantoni è una pittrice italo-svizzera, vive e lavora nel Cantone Ticino. Si è formata in arti grafiche e illustrazione all’Istituto Europeo di Design a Milano e in Archeologia classica presso il King’s College di Londra. Il suo lavoro è spinto dalla necessità di ricercare il proprio ruolo di artista nella società di oggi. L’artista stabilisce una relazione intima con i diversi modi comunicativi fondandosi con altre esperienze e altri media, rivelando la necessità di volersi confrontare coinvolgendo altre persone e il loro vissuto. Tra i suoi progetti recenti, Art for the Global Goals (2018/19) ricerca orientata sul piano delle sostenibilità sociale, economica e ambientale. Betulle, un’installazione-performance due volte insignita del Premio Lorenzo il Magnifico alla tredicesima Biennale di Firenze (2021). Art&science (2023) progetto raccolta fondi per la ricerca sulle malattie neurodegenerative in Svizzera e il progetto Act now! For the future (2025) sul movimento di resistenza civile nonviolenta per il clima in Svizzera. Claudia Cantoni ha lavorato come illustratrice freelance a Milano e ha insegnato tecniche di rendering, figura e teoria del colore presso l’Art Center College Europe di Vevey e il Politecnico del Design di Milano. Ha realizzato murales per privati e per Istituzioni religiose a Milano e Mauritius. Da dieci anni espone regolarmente in Svizzera, Regno Unito, Germania e Italia.
Visionaria artista e designer multidisciplinare, Francesca Sanfilippo fonde arte, tecnologia ed eco-sostenibilità, creando esperienze immersive che uniscono narrazione visiva, media interattivi e impatto sociale. Attiva dal 2001, ha esplorato illustrazione, animazione, fotografia e performance, firmando mostre come Essenza Coreutica (2007), Dry Water (2013), The Sound of Recycling (2023), Respectful Boundaries (2023) e Connessione Natura (2024).
Con un Master in Interaction Design alla SUPSI, affianca alla ricerca artistica l’impegno civico e sociale, affrontando temi come il cambiamento climatico, la sostenibilità e i diritti delle donne. Dal 2019 arricchisce la scena artistica svizzera con opere che stimolano dialogo consapevolezza e responsabilità collettiva.
L’installazione “La voce della violenza” nasce dalla simbiosi creativa tra Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo, un incontro in cui linguaggi diversi si intrecciano in un’unica voce.
Claudia, con la sua ricerca sulla materia e sul gesto come forme di resistenza emotiva e sociale, dialoga con l’approccio di Francesca, che unisce tecnologia e linguaggio visivo per dare vita a opere eco-sostenibili e narrative. Insieme, trasformano valori condivisi e un profondo impegno sociale in un’esperienza immersiva che intreccia memoria, denuncia e speranza.
La Fondazione Diritti Umani invita caldamente a partecipare a “Sguardi su Gaza e Palestina”, una serie di tre incontri pubblici per informarsi, riflettere e sostenere la popolazione colpita. Un’occasione importante per ascoltare testimonianze dirette, approfondire la situazione umanitaria e il diritto internazionale, e contribuire a un’iniziativa concreta a favore di Medici Senza Frontiere.
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Un’installazione a Bellinzona per dare forma al silenzio spezzato delle donne
BELLINZONA – Dal 22 al 25 novembre 2025, nella corte del Municipio di Bellinzona, prenderà vita “La voce della violenza”, installazione artistica ideata da Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo, un’opera immersiva che affronta il tema del femminicidio e della violenza contro le donne trasformandolo in memoria collettiva, denuncia e speranza.
In un Paese in cui, solo nel 2025, quasi due donne al mese hanno perso la vita a causa della violenza, il progetto si impone come un gesto forte e necessario. Non un semplice atto artistico, ma una vera e propria chiamata alla responsabilità sociale.
Un linguaggio visivo e sonoro che colpisce
L’opera si compone di abiti femminili riciclati, disposti a terra come corpi privati della vita, i contorni tracciati da nastro adesivo rosso a richiamare le scene del crimine. Sopra gli abiti, pietre macchiate di impronte rosse evocano la brutalità della violenza e la sua persistenza nella memoria collettiva.
Elemento centrale dell’installazione è il tappeto sonoro: un flusso di voci che pronunciano frasi raccolte dalla domanda “Cosa pensi della violenza sulle donne in una frase?”. Queste parole, lette da persone esterne per garantire l’anonimato, si intrecciano in un paesaggio acustico fatto di echi, silenzi, respiri. Ogni interazione del pubblico con un abito attiva inoltre una testimonianza, rendendo l’esperienza ancora più intima e sconvolgente.
Arte, impegno e solidarietà
L’installazione è anche una campagna di raccolta fondi: il 60% delle donazioni sarà devoluto a sostegno di due realtà fondamentali nel Ticino, Casa delle Donne di Lugano e Casa Armonia, che ogni giorno offrono protezione, sostegno e un futuro a chi ha subito violenza. La restante parte contribuirà alle spese di realizzazione dell’opera.
Per rendere concreto questo impegno, le artiste si sono affidate alla piattaforma di crowdfunding della Banca Stato: l’obiettivo è raggiungere la soglia minima di 5.000 CHF, necessaria per rendere effettive le donazioni.
Un lavoro corale
Oltre a Cantoni e Sanfilippo, che coniugano linguaggi diversi in un’unica voce artistica, il progetto vede il coinvolgimento di Amnesty International Svizzera, Fondazione Diritti Umani Lugano, con il patrocinio di BPW Ticino, e la collaborazione tecnica di Alan Pipitone, che ha curato il paesaggio sonoro e l’interazione.
L’arte come memoria viva
Con “La voce della violenza”, l’arte diventa strumento di consapevolezza e azione. Trasforma testimonianze dolorose in una narrazione collettiva di speranza e resistenza, per ricordare che dietro i numeri ci sono volti, storie, vite interrotte.
Chi visiterà la corte del Municipio di Bellinzona dal 22 al 25 novembre non troverà solo un’installazione, ma un’esperienza che chiama alla partecipazione, alla solidarietà e al cambiamento.
Chi sarà coinvolto – Le artiste Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo – Amnesty International Svizzera e Fondazione Diritti Umani Lugano per la promozione e la redazione di contenuti e con il patrocinio di BPW Ticino – Alan Pipitone come tecnico dell’interazione per la realizzazione del paesaggio sonoro e dell’interazione
Sabato, 13 Settembre 2025, ore 11:00 -17:00 Parco Ciani, Lugano
Sabato 13 settembre, il Parco Ciani di Lugano, dalle 11:00 alle 17:00, sarà il luogo di incontro per oltre cinquanta comunità culturali straniere, associazioni locali e organizzazioni non governative attive localmente e a livello globale. Un’importante occasione per conoscere e apprezzare le iniziative che contribuiscono a costruire un tessuto sociale più inclusivo e coeso.
Giunto alla sua 22ª edizione, Mondo al Parco è promosso dalla Città di Lugano (Divisione Socialità) e dalla FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera italiana), con il sostegno del PIC – Programma d’integrazione cantonale e delle AIL SA.
Durante la giornata, i visitatori potranno passeggiare attraverso quattro continenti, scoprendo da vicino le attività delle numerose organizzazioni presenti. Sarà possibile visitare i vari stand informativi e lasciarsi coinvolgere dai progetti legati ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, esposti nel Parco.
Le iscrizioni per gli espositori sono chiuse.
Il Segretariato FOSIT rimane a vostra disposizione per domande e ulteriori informazioni.
Auditorium dell’Università della Svizzera italiana — USI, dalle 20.00
Nelle redazioni c’è una spia. Da sempre, i giornalisti sono stati spiati dai governi autoritari e dalle agenzie di intelligence. In questi ultimi dieci anni, la tecnologia non ha fatto che amplificare il fenomeno, che si fa sempre più insidioso.
Senza giornalisti liberi, scandali e corruzione restano invisibili (e impuniti).
Senza informazioni indipendenti, la narrazione pubblica è manipolata da chi detiene il potere.
Come cambia la sorveglianza digitale con l’Intelligenza Artificiale? Quali sono le strategie delle redazioni per proteggere il loro lavoro? Quali le protezioni legali e il ruolo dei governi?
Approfondiremo il tema con:
Carola Frediani, esperta a livello internazionale di sorveglianza e cybercrimine, curatrice del sito e della newsletter “Guerre di Rete”. Attualmente lavora nel team infosec di Human Rights Watch.
Philip Di Salvo, ricercatore e docente dell’Università di San Gallo, esperto dei rapporti tra giornalismo, sorveglianza e hacking. Come giornalista scrive dell’impatto sociale della tecnologia per varie testate e co-organizza DIG Festival.
Dal 10 al 13 aprile, Lugano ospita una nuova edizione di ECHI DI STORIA, dedicata quest’anno al tema “Margini”. Studiosi ed esperti analizzeranno come persone, movimenti e idee al margine abbiano influenzato la storia più di quanto si creda.
Lunghe giornate trascorse in solitudine, accompagnati solo dalla paura di fare rumore ed essere intercettati dai vicini o dalla polizia, con conseguenze devastanti per tutta la famiglia. È la quotidianità vissuta per anni da decine di migliaia di bambine e bambini figli di lavoratori stagionali impiegati in Svizzera, tra il 1931 e il 2002, quando lo statuto A, stagionale, venne finalmente abolito.
Secondo le stime sono circa 50 000 bambini cresciuti come invisibili in Svizzera.
Il rischioso passaggio della frontiera chiusi nel baule dell’automobile, il timore di far scricchiolare il pavimento o di avvicinarsi a una finestra per cogliere momenti di vita fuori, l’impossibilità di andare a scuola o uscire semplicemente a correre e giocare: ricordi comuni al percorso di migliaia di figli di lavoratori stagionali, in gran parte di origine italiana, chiamati a sostenere lo sviluppo economico e infrastrutturale della Svizzera. Ma, come scrisse Max Frisch: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani” – uomini, donne e bambini.
Percorsi di vita condensati in Celeste – bambina nascosta, il fumetto scritto da Pierdomenico Burtone e illustrato da Cecilia Bozzoli al centro della mostra proposta in occasione della Settimana cantonale contro il razzismo 2025. Basandosi su esperienze vissute, la mostra composta da tavole, ingrandimenti e disegni originali del fumetto apre gli occhi di grandi e piccoli su una lunga e triste pagina della storia svizzera segnati dalla figura di James Schwarzenbach, promotore dell’omonima iniziativa contro la sovrappopolazione straniera alla fine degli anni ’60.
La mostra, presentata in un allestimento ad hoc nella sala multiuso del Parco Guidino di Paradiso, ci permette di entrare in quelle modeste case in cui il silenzio era d’obbligo, di vivere i sentimenti di bambini resi invisibili e confrontati quotidianamente la privazione di diritti di base, quali quello all’educazione, allo svago e alle cure sanitarie, a causa di politiche e leggi discriminatorie. Una storia del passato che si riflette sulle ingiustizie e le discriminazioni della società attuale, fa riflettere sulla relazione al “diverso” e sugli stereotipi che ancora oggi hanno un forte impatto sulla quotidianità di moltissime persone migranti, in Svizzera e nel mondo.
Insieme alle tavole del fumetto, sarà esposta una selezione di fotografie e testimonianze audio tratte dal progetto di arte urbana Welcome, un abbraccio contro il razzismo (2017), curato da Ricardo Torres e realizzato dall’associazione REC.
Al termine della visita chi lo vorrà potrà condividere le proprie impressioni, i propri ricordi, partecipando a un’opera collettiva che andrà ad arricchire ulteriormente il percorso.
Crescere da invisibili – Il trauma dell’esclusione ieri e oggi
Sabato 22 marzo 2025, ore 20:30, appuntamento alla Sala Multiuso di Via delle Scuole a Paradiso.
Pierdomenico Burtone e Cecilia Bozzoli, autori di Celeste – bambina nascosta, presenteranno il loro fumetto e il percorso di questo importante lavoro di sensibilizzazione delle giovani generazioni in Svizzera, troppo spesso all’oscuro di questa difficile pagina di storia del paese.
Con Marina Frigerio, psicoterapeuta e psicologa autrice del libro Bambini proibiti. Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinità e separazione (2012), si parlerà delle conseguenze psico-sociali dell’esperienza di esclusione ed emarginazione sui bambini nascosti e la società nel suo insieme, ieri e oggi.
Dopo aver vissuto alcuni anni separato dai genitori, stagionali in Svizzera tedesca, e affidato alla nonna Egidio Stigliano venne portato clandestinamente dai genitori in Svizzera da bambino e fu costretto a vivere nascosto. Oggi neuro pedagogo e Console Onorario d’Italia in Liechtenstein, racconta la sua storia per rompere il silenzio, mettendo contemporaneamente in guardia da politiche che, ancora oggi, possono avere conseguenze devastanti sulla vita di bambini e genitori.
Informazioni pratiche
La mostra Celeste – bambina nascosta sarà esposta dal 15 al 30 marzo 2025 nella Sala Multiuso del Parco Guidino, a Paradiso.
La visita alla mostra ha un costo simbolico di 1.- CHF (ad eccezione dei residenti del Comune di Paradiso, studenti e studentesse, persone in AVS/AI o persone con difficoltà finanziarie che entrano gratuitamente).
Il Parco Guidino è raggiungibile a piedi dall’autosilo comunale di Via Asilo e dalla stazione FFS di Paradiso, nei dintorni del parco vi sono parcheggi pubblici.
Per le persone a mobilità ridotta è possibile mettere a disposizione un posto auto: si prega di contattare lo 091 923 66 53 per informazioni e dettagli.
Orari di apertura della mostra
il giovedì e il venerdì, dalle 14:00 alle 18:00
il sabato e la domenica, dalle 10:00 alle 18:00
Per informazioni
Centro per la Prevenzione delle Discriminazioni: 091 923 66 53 oppure ast@acli.ch
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELLE DONNE
vi invitiamo a un momento di riflessione e condivisione organizzato dall’Associazione Comunità Afghana in Ticino @coafgti con la presenza della Fondazione Diritti Umani di Lugano
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