Monthly Archives: Gennaio 2026

13.02.2026 – Le Rotte Migratorie

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13.02.2026 - Le Rotte Migratorie 1

13.02.2026 – Le Rotte Migratorie

Dibattito pubblico sulle rotte migratorie verso l’Europa.
L’aumento dei conflitti, il rafforzamento di gruppi estremisti e regimi autoritari, la crescita della povertà e delle catastrofici naturali, più numerose e violente a causa dei cambiamenti climatici, costringe sempre più persone ad abbandonare la propria terra.

Venerdì 13 febbraio 2026, ore 20.00
Mendrisio
presso La Filanda

Relatori:

Anna Bernasconi, giornalista e regista d’inchiesta RSI
Paolo Bernasconi, avvocato, ex procuratore pubblico
Un/a rappresentante di Medici Senza Frontiere
Don Giusto Della Valle, parroco delle parrocchie di Rebbio e Camerlata
Davide Mattei, giornalista e regista d’inchiesta

Moderatore: Emiliano Bos, giornalista RSI


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‘Bambini uccisi, mutilati, deportati. È un genocidio’

La denuncia di Bring Kids Back to Ukraine, che collabora anche con la Svizzera. Storie di giovanissimi strappati al proprio Paese, se non alla vita


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Despoti e rinoceronti

di Roberto Antonini per LaRegione.

Può certamente sorprendere la disinvoltura con la quale parte dell’opinione pubblica, degli intellettuali e della classe politica è pronta a rinunciare a una delle grandi conquiste democratiche. Basterebbe tuttavia leggere o rileggere ‘Il Rinoceronte’, pièce teatrale scritta alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso da Eugène Ionesco, per ricordarci quanto fragile da sempre sia la difesa della nostra libertà e quanto breve sia il passaggio che conduce dalla resistenza alla resa.

Di fronte a un’epidemia di ‘rinocerontite’, il protagonista Berenger si ritrova ad essere l’unico a non cedere alla metamorfosi da essere umano in pachiderma cornuto. Cupa metafora quanto mai attuale: con in testa gli Stati Uniti dell’abbietto Trump, il ruolo oppressore che schiaccia i diritti fondamentali avanza a ritmo incalzante. Senza incontrare grandi resistenze.

Washington assedia il Venezuela, minaccia la Danimarca, bombarda l’Iran o la Nigeria, impone agli stranieri che entrano in territorio statunitense di mostrare la cronologia di cinque anni sui profili social, dieci anni di email, numeri di telefono, Thierry Breton, commissario europeo che ha avuto l’ardire di stillare le direttive (Dsa) che limitano i poteri dei tecnomonarchi Dsa, si vede precisare l’entrata negli Stati Uniti; Mosca applaude, ammicca l’estrema destra, sonnecchiano i liberali, ma anche gran parte della sinistra è poco reattiva. Il fascino per autocrati e dittatori non conosce frontiere.

Nel ‘Discorso sulla servitù volontaria’, a metà Cinquecento Étienne de la Boétie sosteneva che il potere tirannico poteva esser esercitato solo fintanto che i sudditi lo permettevano. Con narrazioni arzigogolate, vertiginose arrampicate sugli specchi, oggi si trovano sempre buonsensuali e fini più facili nella lunga tradizione sofistica per giustificare violazioni dei diritti fondamentali, soffocamento delle libertà, ma pure invasioni, guerre e massacri. Sono abbastanza rari quanti – come il filosofo marxista sloveno Slavoj Žižek (Trump e il fascismo liberale) – riescono a mantenere saldo il timone per denunciare i nuovi ‘fascismi’ in salsa americana, russa o, nella sua forma razziale e oggi più atroce, israeliana. Ben più frequenti sono i sentimenti preconcetti, le gabbie mentali, che si nutrono di buffi distinguo (‘Sì, è vero, però non bisogna dimenticare che…’, e via con una valanga di pretesti e ghiribizzi) per spiegarci che Netanyahu è un criminale, ovvio, ma non Putin. O viceversa.

Scegliere il modello X: capitalismo e consumismo sfrenati, regime di sorveglianza, la libertà ormai ridotta a un lusso optional. L’Europa al momento resiste al grande fascino dispotico. Eppure anche il nostro edificio vacilla: la forza centrifuga dei sovranismi lo minaccia, ed è forte la pressione delle lobby, come quella tenace che in Italia vorrebbe imbavagliare le critiche allo stato ebraico mettendole fuori legge, assimilando antisionismo ad antisemitismo.

Bruxelles sanziona l’ex colonnello svizzero Jacques Baud, Baud, che piace al Cremlino (ospite regolare di Russia Today, mentre molti giornalisti russi marciscono in carcere), e autore di sconce e mendaci tesi complottiste a uso dei boccaloni da social. La libertà di opinione può avere dei limiti. Vero. Però la censura deve rimanere l’ultima ratio. In democrazia zittire è segno di debolezza, non di forza.:

Fonte: https://www.laregione.ch/opinioni/commento/1893497/liberta-anni-forza-puo-diritti